Intervista ad Andrea Turco di Cronache di Birra.

Oggi abbiamo intervistato Andrea Turco, appassionato di bionde e autore di tutto quello che puoi leggere sul sito web Cronache di Birra.

Andrea, raccontaci un po’ come è nata e quali esperienze hanno nutrito la tua passione per la birra?
Sin dall’adolescenza ho sempre bevuto birra, ma l’incontro con quella artigianale è capitato in modo abbastanza casuale una sera del 2003, quando mi recai in un pub che cominciava a essere conosciuto a Roma per proporre “birra buona”. Fu così che bevvi la prima birra di qualità della mia vita: fu amore a prima vista e l’inizio di un percorso che non avrei più abbandonato.

andrea turcoIl tuo sito Cronache di Birra è un po’ una sorta di Vangelo per tutti gli appassionati di birra in Italia, sempre aggiornatissimo con informazioni , eventi e tutto quello che gira intorno alla scena brassicola. Quante sono le persone che ci lavorano?
Il copioso staff di Cronache di Birra è in realtà composto solamente da una persona, il sottoscritto. In realtà molti lettori alle prime armi spesso immaginano che ci sia quasi una redazione dietro al blog, tuttavia sono io che gestisco tutto. L’incomprensione mi inorgoglisce, perché significa che il mio lavoro viene percepito all’esterno come di gran livello. Confermo però che seguo tutto personalmente: un’attività impegnativa e talvolta faticosa, ma che mi regala continue soddisfazioni. È per questa ragione che da cinque anni aggiorno quasi quotidianamente il blog sempre con la stessa passione.

Qual è l’ultima birra che hai assaggiato e che ti ha fatto gridare “al miracolo”?
La mia che ho prodotto per il quinto anniversario di Cronache di Birra! Scherzi a parte, se il riferimento è semplicemente temporale allora devo citare una birra homebrewed prodotta con miele, che mi è stata recentemente spedita a casa per ricevere un parere personale. Non mi ha fatto propriamente gridare al miracolo, ma l’ho considerata di ottimo livello. E considerato che era una birra fatta in casa, il risultato era tutt’altro che scontato.

Negli ultimi anni in Italia si è finalmente rivolta maggiore attenzione alla birra artigianale, che non è più vista come la sorella povera del vino. Secondo te, come è cambiato l’atteggiamento del consumatore di birra artigianale, rispetto a dieci anni fa?
Ne ho scritto spesso anche sul blog. Personalmente ho la fortuna di vivere in una città all’avanguardia per quanto riguarda la birra artigianale, con una diffusione impareggiabile rispetto a qualsiasi altra realtà italiana. Qui il consumo di birra di qualità è trasversale e in continua crescita nelle fasce di età più giovani. Questa esplosione ha portato a fenomeni curiosi, come il dominio delle IPA su qualsiasi altro stile birrario. Oggi chi si avvicina qui alla birra artigianale lo fa già con un patrimonio di nozioni acquisite in partenza, anche se talvolta possono risultare errate o fuorvianti. Realtà romana a parte, in generale mi sembra che la predisposizione dei neofiti verso i prodotti artigianali sia cambiata profondamente: non esistono più pregiudizi negativi, bensì si nutrono delle aspettative in partenza, anche a livello organolettico. Il consumatore insomma parte oggi da una posizione più matura rispetto a qualche anno fa.

Tu con il tuo sito Cronache di Birra, contribuisci a creare una cultura della birra, in Italia. Quali sono le azioni che secondo te è necessario mettere in atto, per promuoverla? E’ necessario organizzare più eventi, degustazioni, creare una rete più solida tra i vari birrifici artigianali?
Non finirò di ripetere che il mezzo migliore per promuovere la cultura birraria è attraverso una comunicazione corretta e appassionata. Che poi questa utilizzi come veicolo manifestazioni a tema, serate di degustazioni o eventi estemporanei è poco importante: l’aspetto fondamentale è che accompagni qualsiasi attività di vendita e distribuzione. Senza comunicazione il segmento artigianale non si sarebbe mai sviluppato ai livelli odierni. Il lavoro in questo senso però non è finito, anzi è diventato più arduo: se non si supporta l’esplosione in atto con una comunicazione corretta, il rischio è di assecondare una moda temporanea piuttosto che alimentare una profonda cultura birraria.

E adesso l’ultima domanda, poi ti lascio andare a bere una bella birra fresca, giuro. Quali novità hai in serbo per il futuro?
Novità? Ce ne saranno tante, ma preferisco non parlarne ancora. Se tutto va bene tra qualche giorno sarò in grado di svelare alcuni importanti dettagli.

Se leggere di birra non fosse più sufficiente, dai un’occhiata sullo shop di Portale Birra, per acquistare le migliori birre artigianali in circolazione.


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