La bevanda anticrisi.

“Gli uomini preferiscono le bionde”: vi ricordate questo film cult degli anni Cinquanta?
Beh dopo tanti anni, lo rititolerei così: “Gli uomini sotto i 50 anni preferiscono le bionde”. Al bar, in pizzeria, sul divano.


La ricerca di AssoBirra riferita al 2012 sostiene che il 71 per cento degli italiani (con età inferiore ai 54 anni) beve birra rispetto al 60 per cento di tre anni prima.
Nella crisi economica globale in cui sguazziamo già quasi 5 anni, le vendite di birra artigianali registrano un trend positivo (crescono attorno al 10% – 20% l’anno).
Sul Giornale di Brescia ho letto che “rispetto al calo dei consumi alimentari di circa il 3 per cento, i dati 2012 relativi al settore birrario, indicano una sostanziale stabilità rispetto al 2011 attorno ai 13 milioni di ettolitri per un giro d’affari stimato in 5 miliardi di euro“.
Me lo aspettavo, dato che già nel 2011, la birra ha sorpassato il consumo di vino tra gli italiani dai 18 ai 54 anni.
Un motivo è da ricercare nel cambiamento della abitudini alimentari: i consumatori hanno scoperto la gioia di abbinare la birra artigianale alle pietanze. Oltre al collaudatissimo binomio pizza e birra, questo nettare si sposa a tantissimi piatti mediterranei.
Con specialità a base di pesce, si possono bere birre lager a bassa fermentazione ben luppolate, come Hipster Bad Attitude con sentori speziati e erbacei dal sapore secco e ruvido.

Bad
Per gustare salumi, uova e mozzarelle è meglio una lager moderatamente luppolata, come Lager 77, una birra a bassa fermentazione di straordinaria bevibilità e fragranza che vede l’impiego di soli luppoli americani.


Con cibi aromatizzati, frittate, salsicce, carni bollite e specialità vegetariane consiglio una weizen come Weizenbock di Mikkeller con sapore pieno e un finale abbastanza prolungato.
Chi mi invita a cena?


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