Una birra artigianale…galattica!

La tecnologia ha fatto passi da giganti nell’ultimo secolo, durante il quale tante invenzioni ci hanno cambiato la vita in modo repentino.
Uno degli eventi più importanti che ricordiamo è l’arrivo dell’uomo sulla Luna. A seguire, l’inizio dell’era delle esplorazioni spaziali.
Dagli anni ’60 tante nuove informazioni e notizie ci sono giunte dalle ricerche svolte durante le missioni cosmiche, da cominciare a pensare a una futura conquista della Galassia.

birra spaziale
Certo la strada è ancora lunga e piena di ostacoli: basti pensare alle condizioni difficili in cui gli astronauti vivono per mesi per poter sviluppare i loro progetti. Assenza di gravità, di aria, di cibi solidi sostituiti da prodotti liofilizzati e precotti. Neanche l’opportunità di concedersi un piccolo vizio.

Una buona birra per esempio.. Per noi amanti di questa bevanda come sarebbe possibile “sopravvivere”?
Sembrerà impossibile ma si sta lavorando per avere qualche buon drink nello spazio!
Il primo a pensare di portare la bionda su uno Shuttle è un intelligentissimo ragazzino di 11 anni, Michal Bodzianowski, uno studente del Colorado, che si è chiesto: è possibile produrre birra artigianale in un ambiente privo di gravità e utilizzarla per abbattere la carica batterica dell’acqua? Se così fosse, una corretta idratazione sarebbe garantita agli astronauti del futuro.
Ad aver ispirato la curiosità di Michal, la notizia che nel Medioevo l’acqua era resa potabile attraverso l’uso di alcolici che fungevano da disinfettante.

birra spazio
La sua idea ha interessato la Nasa a tal punto che sono stati stanziati i fondi per proseguire nella ricerca.
Nel frattempo però l’idea di regalare una buona bevuta agli astronauti ha cominciato a dare i primi risultati.
Il Giappone infatti, è la culla di una delle prime birre spaziali del mondo: grazie a uno studio sul ciclo vitale delle piante nel cosmo, una piantagione di orzo galattico ha prodotto i primi 100 litri di birra che tuttavia in pochi avranno l’opportunità di gustare.

In Australia invece, è stata ideata una birra “a gravità zero”, adatta ad ambienti in cui la forza di attrazione è pressoché assente: la bassa concentrazione di gas permetterà all’organismo umano di digerirla, processo che altrimenti risulterebbe impossibile.
La particolarità di questa bevanda è il sapore deciso e affumicato, pensato per permettere una più semplice degustazione, dato che nello spazio il senso del gusto è più attutito.
Niente paura quindi amanti della birra, non perderete la compagnia della vostra bevanda preferita nemmeno a chilometri di distanza dalla Terra!



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