Intervista al Birrificio Bellazzi.

novembre 10, 2014 |  da  |  Il birrificio risponde

C’era una volta un birrificio artigianale, a Bologna. Si chiamava, e si chiama ancora, Bellazzi. Noi oggi li abbiamo intervistati per farci raccontare la loro avventura. Leggete qui cosa ci hanno detto.

Birra Bellazzi

Come è nata la vostra azienda?

Siamo amici da tanti anni, la passione per la birra artigianale è nata successivamente. Quasi da subito ci è venuta voglia di provare a farla direttamente, quindi siamo diventati homebrewers. Il passo successivo, diventare una beer-firm, è avvenuto dopo aver fatto esperienza da autodidatti e aver seguito diversi corsi diretti alla degustazione e alla produzione di birra. In particolare ci è servito parecchio il corso dell’Università di Udine tenuto dal prof. Stefano Buiatti, mirato alla gestione di un microbirrificio, sia per quanto riguarda la produzione che la parte più burocratica.
L’intenzione iniziale, in realtà, era partire direttamente con un impianto di proprietà, purtroppo però le condizioni imposte dalle banche in quel momento non lo consentivano. Davanti alla scelta tra rimandare tutto ad un altro momento e partire come beer-firm nell’attesa di poter acquistare un impianto nostro, abbiamo scelto la seconda opzione.

Birra Bellazzi


Sul vostro sito web ho letto che i vostri modelli non sono i vincenti, ma quelli che ci provano seguendo le proprie regole. Chi potrebbe essere un testimonial per la vostra birra?

Rifacendoci al mondo dello sport potrebbe essere qualcuno tipo Mc Enroe, Agassi, Cassano, Zeman,… L’elenco è lungo, ma in sostanza sarebbe qualcuno che non segue i modi imposti da altri in maniera meccanica. Qualcuno che nel suo mestiere ci mette del suo, le sue convinzioni, il suo modo di essere e anche i suoi eccessi. Qualcuno che non si è costruito un’immagine per essere interessante ma che è sempre vero.

Birra Bellazzi

Qual è la soddisfazione più grande per chi fa birra?

E’ quando una nostra birra riesce a piacere contemporaneamente sia all’appassionato che al neofita. Quando succede ci riempie di orgoglio.

Come descrivereste ognuna delle vostre birre con un solo aggettivo?

Jake: tropicale, Alley hop: decisa, MyBo: antisonformista, Jana: rustica, Calabrifornia: estrosa.

Suggeriteci un abbinamento cibo/birra. Ovviamente con una delle vostre.

MY BO – Affettati grassi, minestre importanti, pasta ripiena, pollo saporito, paste piccanti, carni con salse saporite o speziate, arrosti, pizze “robuste”, roast-beef, gelati o torte di noci, nocciole, frutta secca.

JAKE – Aperitivi e finger food a delicati, piatti a base di pesce non troppo decisi (Pesce Spada/Tonno/Salmoni). I risotti o primi piatti a base di rucola, radicchio o altre erbe amare

ALLEY HOP – Selvaggina, carni in umido, bistecche, risotti con sapori decisi, carni rosse, barbeque, fritti, cucine speziate tipo Indiana e Tailandese;

JANA – Formaggi salati o dolci meglio se a pasta morbida, pasta con bottarga, risotti leggeri o un po’ speziati, insaccati non troppo intensi, carni o pesci delicati, verdure in padella o bollite, frutta e dolci con basi di creme o formaggi delicati (cheese cake, torte ricotte e pere, cannoli siciliani, ecc)

CALABRIFORNIA – tartine o antipasti alla frutta, crostini al salmone o con tonno fresco, sushi e sashimi, pasta con bottarga, carpaccio di manzo, scaloppine all’arancia, frutta (in particolari agrumi).

birra bellazzi

Quale birra custodite gelosamente in cantina, per le occasioni speciali?

Noi facciamo birre dedicate a momenti ordinari quindi sicuramente qualcosa di non nostro. Quindi la scelta ricade su Malanima di Retorto.

Vi piacerebbe aprirvi anche ai mercati esteri?

In questo momento non saremmo in grado di garantire volumi tali da fare questo passo. Appena partiremo con il nostro impianto però sicuramente sì.

birra bellazzi


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