Intervista a Birra Riminese.

settembre 10, 2015 |  da  |  Il birrificio risponde

Oggi abbiamo intervistato i ragazzi di Birra Riminese, scoprite cosa ci hanno raccontato.

Quando e come è nata l’idea di produrre birra artigianale?
Quando siamo rimasti “fregati”, come tanti, dall’acquisto del kit per fare le birre in casa, alla seconda cotta eravamo già lì a fantasticare sul nostro futuro birrificio.

Al momento il brassaggio delle vostre birre è appoggiato alla sala cottura del Birrificio RentOn. Esiste l’intenzione di diventare un birrificio a tutti gli effetti oppure rimarrete itineranti?
Uno dei mastri birrai proviene dal mondo della ristorazione, l’idea sarebbe quella di aprire un brew restaurant, con una piccola sala cottura dove produrre birre stagionali e particolari, continuando ad affidare le birre di punta ad un impianto più grande.

C’è un birrificio che vi piace particolarmente e con cui vorreste collaborare?
Foglie d’erba, per il sapiente uso dei luppoli e per l’utilizzo di resine e profumi del bosco provenienti dai boschi intorno al birrificio

birra riminese

La vostra attività di Mastri Birrai si può dire appena nata. Quali sono gli ostacoli che avete incontrato sulla vostra strada e come li avete superati?
Il problema maggiore è quello della distribuzione, con i costi che dobbiamo sostenere non possiamo permetterci un distributore, solo piccoli rappresentanti indipendenti, quindi dobbiamo curare questo aspetto da soli, sottraendo tempo ad altri aspetti importanti come il marketing, lo studio delle ricette, l’organizzazione di eventi promozionali e fieristici.
Inoltre il mercato in questo momento è invaso da birre più o meno artigianali, molte a prezzi bassi, penso a quelle provenienti dal mercato tedesco oppure a birre artigianali prodotte da aziende che di mestiere si occupano di distribuzione nel mercato horeca: quindi si deve fare capire, è non sempre ci si riesce, soprattutto in questo momento di crisi in cui si guarda il centesimo, dove sta il nostro valore aggiunto.

Qual è la soddisfazione più grande per chi fa birra?
Servire la propria birra ad una persona e vedere la sua espressione piacevolmente colpita. E’ sempre una grande soddisfazione.

Attualmente producete tre tipologie di birra: LaMara, LaFresca e LaGagia. Come le descrivereste, con un solo aggettivo?
Se l’aggettivo deve essere uno per tutte e tre, sincere.

Pensate di allargare la famiglia con altre birre?
Visto che le etichette le disegnano i nostri figli, abbiamo già promesso agli altri tre di fare altrettanto! Pensiamo ad una saison con erbe spontanee, una bitter profumata e magari una bella scura invernale.

Dopo Matrioska e Al Meni, avete in programma altri eventi a cui parteciperete?
Piccole cose, sempre in zona, legate al mondo dell’arte, della musica e dell’altraeconomia, per noi adesso l’importante e fare girare l’ombrellone, il nostro marchio, per essere riconosciuti nel nostro territorio, la Riviera romagnola e il suo bellissimo entroterra.

Ci suggerite un abbinamento cibo/birra? Ovviamente con una delle vostre.
L’abbinamento si è fatto da solo, tutti i giorni, grazie ad uno dei nostri migliori “clienti”: LaFresca con i cassoni della Lella!

C’è una birra che custodite gelosamente in cantina, per le occasioni speciali?
Attualmente in cantina abbiamo 3 bottiglie di Orval di tre annate diverse, da stappare appena arrivano i primi freddi.

birra riminese



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