Versate&Bevute: Vienna Lager di Canediguerra.

marzo 3, 2016 |  da  |  Versate&Bevute

Ha da poco compiuto un anno di vita la creatura di Alessio “Allo” Gatti che nel gennaio del 2015 dopo una lunga esperienza fra le fila di birrifici italiani del calibro di Bruton, Toccalmatto, Brewfist e Birra del Borgo, ha avviato, ad Alessandria, un progetto tutto suo: Canediguerra.
Bohemian Pilsner, American Ipa e Brown Porter hanno battezzato l’esordio sulla scena italiana, seguite a ruota poi da una Berliner Weisse, una Double Ipa e una Vienna Lager.

Birra Canediguerra

Incuriosito dalla scelta (ennesima, dopo l’esordio con una bohemian pilsner) coraggiosa di riprendere uno stile quasi dimenticato dai birrifici europei, ho stappato la Vienna Lager.

La nascita dell’omonimo stile viene associata all’opera di Anton Dreher che alla fine del 1800 diede un decisivo contributo alla produzione delle birre a bassa fermentazione, all’epoca fortemente condizionate dai cambiamenti climatici e dalle difficoltà di reperire ghiaccio per tenere basse le temperature.
Di colore ambrato con riflessi rame, presenta una schiuma bianca, pannosa e fine di media persistenza. Su una base di caramello, il naso regala note di toffee e una suggestione tostata. L’ingresso in bocca ricalca quanto avvertito all’olfatto, il dolce del caramello e del biscotto. Il corpo è medio e la carbonatazione contenuta. La bevuta risulta molto scorrevole nonostante i 5,4 gradi alcolici, e termina con un gentile tocco tostato.
Uno stile ormai dimenticato, che meriterebbe ben altro ruolo nell’attuale palcoscenico brassicolo europeo, di cui certamente l’italica interpretazione di Canediguerra può svolgere una parte di primissimo livello.

Giuseppe Triggiani autore del blog Diario Birroso


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