Portale Birra intervista Monkey Beer Company.

marzo 17, 2014 |  da  |  Il birrificio risponde  |  No Comments

Questa settimana abbiamo intervistato i ragazzi di Monkey Beer Company, un piccolo birrificio artigianale di Ravenna. Scoprite cosa ci hanno raccontato.

monkey beer Il vostro logo è una scimmia. Qual è la storia dietro il vostro birrificio?
Noi siamo una beer firm. Per ora produciamo in Belgio nel birrificio de Graal. Riguardo alla scimmia, la nostra è proprio una dipendenza per luppoli e cereali, come diceva Burroughs, abbiamo una scimmia sulla schiena.

Qual è la filosofia della vostra azienda? Quali sono i caratteri distintivi del birrificio?
Luppolare, è la nostra filosofia. E cercare di migliorare sempre, cercando il perfetto equilibrio tra profumi aromatici dei luppoli e il retrogusto maltato dei cereali.

Quali sono gli ostacoli che avete incontrato sulla vostra strada? Come li avete superati?
L’unico ostacolo per ora e’ lo stato italiano. Noi piccoli birrifici o beer firm paghiamo la stessa accisa di colossi come Heniken. Non è giusto speculare su di una realtà, quella della birra, che in Italia è in continua crescita.

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Intervista ai ragazzi di Birrificio Benaco 70.

Questa settimana abbiamo intervistato Erica e Riccardo di Birrificio Benaco 70, del Lago di Garda. Andiamo a conoscerli meglio

Qual è la storia della vostra azienda? Quali sono i caratteri distintivi del birrificio?

Una decina di anni fa Erica regala a Riccardo il kit per farsi la birra in casa. Così, dopo anni di homebrewing, dopo aver assaggiato tante birre ed aver visitato numerose realtà italiane ed estere, buttate alle ortiche le lauree in Viticoltura ed Enologia e Statistica, abbiamo deciso di investire le nostre competenze professionali, maturate in altri settori, nella creazione di un birrificio artigianale d’eccellenza.
Nasce così BENACO 70, una piccola ma intraprendente e creativa realtà artigianale che dedica la massima cura al prodotto in ogni sua fase, dalla scelta delle materie prime fino all’imbottigliamento e alla commercializzazione.

birrificio benaco

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Intervista a Railroad Brewing.

Intervista a Railroad Brewing.

Abbiamo intervistato Benedetto, Stefano e Tommaso, i tre fondatori di Railroad Brewing, nuovo nato in terra lombarda. Infatti, sul loro sito si legge che le birre Railroad sono un melting pot di eccellenze: malti tedeschi, luppoli americani e acque italiane. Senza dimenticare l’aria fresca della Brianza.
Railroad brewing
Ma bando alle ciance. Benedetto, Stefano e Tommaso, tre amici e un progetto. Di che si tratta?

Pur essendo stata costituita solo nell’Aprile 2013, Railroad è un progetto nato quattro anni fa. Si tratta innanzitutto una storia di amicizia più che decennale di tre amici a cui la birra è sempre piaciuto berla. Nel tempo, la curiosità ci ha spinto volerne sapere di più, per quanto riguarda sia gli stili sia il processo di produzione. Dopo anni di home made con i classici preparati di Mr. Malt, nel 2010 abbiamo fatto un primo passo verso qualcosa di più professionale acquistando un impianto pilota della BBC Inox da 70 litri di birra finita. In quei due anni e mezzo ci siamo concentrati su poche ricette avendo chiaro da subito l’obiettivo di entrare sul mercato con pochi prodotti ma buoni, tenendo quindi faticosamente a freno la voglia di sperimentare qualcosa di nuovo. Di volta in volta, quando il prodotto ci sembrava di buon livello ci siamo confrontati con gli amici del Birrificio Rurale e del Birrificio Menaresta, nonché con alcuni pub della zona per raccogliere feedback e suggerimenti. Una volta raggiunte due ricette convincenti abbiamo messo insieme parte dei nostri risparmi e abbiamo costituito la società e siamo partiti.

 

Quali ostacoli avete trovato (e superato) sulla vostra strada?

Per ora la Railroad è per tutti e tre un secondo lavoro. La maggiore difficoltà risiede sicuramente nell’incastrare gli impegni che ciascuno di noi ha per il proprio “primo” lavoro (Benedetto è ricercatore universitario, Tommaso è fisioterapista e Stefano è manager in una grande azienda) con quanto richiesto dal birrificio (quindi consegne, presentazione del prodotto, organizzazione e partecipazione a eventi, sviluppo di nuove ricette ecc…). Crediamo però che se c’è passione (e delle mogli pazienti) alle spalle la cosa si può senz’altro fare. Finora è stato così.

 

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Intervista a Pinta Medicea.

settembre 30, 2013 |  da  |  Il birrificio risponde  |  No Comments

Continuano le interviste di Portale Birra con microbirrifici artigianali e associazioni che diffondono una cultura della birra. Oggi abbiamo fatto qualche domanda ai ragazzi de “La Pinta Medicea”, Associazione culturale appassionati di birra artigianale e homebrewer Firenze.

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Intervista al birrificio Olmo.

luglio 15, 2013 |  da  |  Il birrificio risponde  |  No Comments

Sul loro sito si legge “Unconventional beers for creative people”. Continuo a leggere. I ragazzi di Olmo si autodefiniscono “un branco di cani sciolti”.
Le loro armi sono tanto luppolo e ingredienti inusuali, ma soprattutto creatività e follia.
La curiosità aumenta. Se anche voi volete saperne di più non perdetevi la nostra intervista a questo birrificio anarcoartigianale.

birra olmo

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Intervista al birrificio artigianale Cerqua.

birra cerquaA tutti sarà capitato, almeno una volta, durante una serata tra amici, di immaginare la propria bionda ideale. Morbida, audace, robusta, delicata. E con un forte sentore di luppolo. Non stiamo parlando di donne, ma di birre. I ragazzi della Cerqua l’hanno fatto, ma non si sono fermati all’immaginazione. L’hanno anche inventata.
La prima ricetta risale al 2005, da lì la ricerca della perfezione non si è mai fermata, tanto da portarli ad aprire il proprio brew pub nel centro di Bologna.
Oggi abbiamo intervistato Marco, per farci raccontare qualcosa in più di questo sogno diventato realtà.

Come è nata e quali esperienze hanno nutrito la tua passione per la birra?
Parecchi anni fa ero molto più orientato verso il vino, forse anche perché lo producevo insieme a mio padre. Ma una volta trasferitomi a Bologna per studiare ho dovuto abbandonare questa attività che mi dava tanta soddisfazione. Poi, per caso ho scoperto l’idromele e ho iniziato a produrlo in casa. Da lì il passaggio alla birra è stato immediato, soprattutto quando mi sono reso conto che il procedimento per la fermentazione è molto simile e che potevo farla in casa senza grosse esigenze di spazio. Ho iniziato i miei primi “esperimenti” con i classici kit, e ho iniziato ad appassionarmi alla birra artigianale. In poco tempo sono passato all’estratto più grani e dopo qualche mese mi
sono dedicato alla “all grain”, che permette la massima personalizzazione. Era una grande soddisfazione poter bere una birra che mi ero creato da solo, e naturalmente offrirla anche agli amici, che come me si sono appassionati alla cosa. Tuttora ho la sensazione che preparare birra sia una cosa “magica”.
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Conosciamo meglio la redazione di Nonsolobionde.it

maggio 20, 2013 |  da  |  Il birrificio risponde  |  No Comments

Questa settimana abbiamo intervistato la redazione di Nonsolobionde.it, megazine online dedicato al nostro argomento preferito: la birra artigianale.

Come è nata e quali esperienze hanno nutrito la vostra passione per la birra? nonsolobionde.it
Il webmagazine Nonsolobionde.it è una iniziativa che possiamo definire “collegiale”, partorita dalla collaborazione tra i membri del gruppo SIGNAdesign. Parlando di un gruppo, è chiaro che le esperienze personali – a livello professionale, ma, anche per quanto riguarda gusti, hobby e passioni – sono diversificate.
Per quanto riguarda la birra, possiamo sicuramente dire che ci accomuna perlomeno il piacere di gustare una buona birra, senza per questo essere tutti “esperti” o appassionati. Insomma tutti noi da sempre beviamo birra volentieri (e in buona quantità) ma solo alcuni di noi, prima di questa avventura conoscevano in modo abbastanza approfondito il variegato mondo della birra artigianale, fino a provare le prime esperienze come homebrewer… Altri, sono più interessati ad aspetti culturali e storici, e nel mondo della birra sono quindi più attratti da aspetti collegati a questi temi… Altri ancora, appassionati d’arte e media, colgono le interazioni che avvengono tra questi due mondi. In ogni caso stiamo tutti cogliendo l’occasione data da questa iniziativa editoriale per appassionarci e conoscere più a fondo il mondo della birra, ed in particolare quella dei mini e microbirrifici italiani e dei loro prodotti.

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Intervista Birrificio Del Forte.

maggio 13, 2013 |  da  |  Il birrificio risponde  |  No Comments

Birrificio Del ForteCarlo, detto Zurgo, e Francesco sono proprio due ragazzi in gamba. Raccolgono personalmente il luppolo, lo fanno fermentare e curano ogni dettaglio della produzione. Ma non perdono occasione per divertirsi, organizzando e partecipando ad eventi e manifestazioni. Guasconi, come solo i toscani sanno essere, e attenti come chi non ha fatto altro che birra, per tutta la vita. E invece la loro avventura è iniziata solo nel 2010.
Li abbiamo intervistati, per raccontarci la storia del Birrificio del Forte.

So che il Birrificio del Forte è giovane, ma voi sembrate avere già le idee piuttosto chiare, per essere due novizi. Come è nata e quali esperienze hanno nutrito la vostra passione per la birra?
Francesco ed io abbiamo iniziato a produrre birra a casa, una decina di anni fa. Ma lo sapete che ci siamo conosciuti proprio grazie alla birra? Prima di aprire il birrificio, oltre ai numerosi viaggi all’estero, siamo stati soci fondatori di un’associazione per la promozione della cultura birraria che si chiama Ars Birraria.

E così avete deciso di aprire il vostro birrificio. Qual è la filosofia del Forte?
Proprio così! L’esperienza con l’associazione e i numerosi viaggi ci hanno fatto appassionare sempre di più alla birra, fino a quando ci siamo resi conto che l’”hobby” stava diventando quasi un lavoro! Così ci siamo detti, perché no? E abbiamo deciso di mollare i nostri impieghi per dedicarci completamente al birrificio. La nostra filosofia è semplice, ma ‘forte’: piacere e facilità di bevuta, senza sacrificare gusto e pienezza, unita a costanza produttiva ed equilibrio.

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Intervista agli organizzatori di Beer Food, evento a Pavia dedicato a birra e cibo.

Questa settimana abbiamo intervistato gli organizzatori dell’evento Beer Food, giunto quest’anno alla sua seconda edizione.
Dal 23 al 26 maggio, quattro giorni dedicati alla gastronomia di qualità, presso il Castello Visconteo a Pavia. Verranno messi sotto i riflettori le eccellenze dei prodotti tipici della provincia pavese e i loro abbinamenti con la birra artigianale. L’Associazione Pavese Amici della Birra organizza l’evento partendo dal presupposto che per conoscere un territorio non esiste niente di meglio che gustarlo, lasciarsi guidare dai sapori e condividerne le sensazioni. Noi di Portale Birra non potevamo farci sfuggire questa golosa occasione.

beer foodCome è nata e quali esperienze hanno nutrito la vostra passione per la birra?
È una passione che è cresciuta progressivamente, contemporaneamente al diffondersi del movimento artigianale in Italia. Pian piano, la consapevolezza che la birra non fosse solo una “bevanda da bar/pub”, ma un vero e proprio oggetto culturale si è insinuata in Angelo Pelizza, sino ad arrivare alla fondazione dell’Associazione Pavese Amici della Birra. Il presidente Pelizza voleva che le birre che aveva iniziato ad apprezzare avessero uno spazio, un’occasione per arrivare al grande pubblico, non solo agli esperti.

Come siete arrivati a dare vita ad un evento come Beer Food?
Ormai quasi 5 anni fa è iniziata l’avventura di BirrArt, a Casteggio. Portare la birra artigianale in una delle capitali dell’Oltrepò Pavese vinicolo non è stato semplice ma, comunicando in maniera corretta, siamo riusciti a far passare il messaggio che non c’è competizione. Il nostro obiettivo principale, come detto, era ed è quello di diffondere la conoscenza della birra artigianale al grande pubblico, ma anche promuovere l’imprenditorialità, sottolineare il legame della birra con la realtà rurale. BeerFood è stata un’evoluzione: perché non creare una manifestazione che, contemporaneamente, mettesse sotto i riflettori le eccellenze della gastronomia tradizionale e le birre artigianali, con tutte le relative e infinite possibilità di abbinamento? Il progetto, come già BirrArt, è piaciuto, è stato sostenuto, e oggi prosegue nello stupendo Castello Visconteo di Pavia.
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Intervista a White Pony micro-brewery, il birrificio italo-belga.

aprile 8, 2013 |  da  |  Il birrificio risponde  |  No Comments

Questa settimana abbiamo fatto una chiacchierata il padre di White Pony, micro-brewery. Un piccolo birrificio di Padova, che produce in Belgio e in Italia.

Come è nata e quali esperienze hanno nutrito la tua passione per la birra?
La passione per la Birra – unica vera birra, ovvero quella artigianale – è nata dal riavvicinamento alle mie origini e a quelle della mia famiglia italo-belga.

white ponyWhite Pony è una realtà molto giovane. Come è iniziata l’avventura del birrificio?
L’avventura sta iniziando adesso, se così si può dire. White Pony è nato quest’anno, è ancora una piccola realtà. La filosofia che sta dietro all’azienda è semplice, mi interessa creare prima di tutto buone birre con ingredienti di qualità. So che lo dicono tutti, ma è la verità. Punto, nonostante i vari costi, a soddisfare ogni esigenza cercando di mantenere i prezzi più democratici possibili. Ognuna delle birre prodotte è frutto di passione ed emozioni che vorrei far provare al consumatore finale.

Quante persone lavorano nel birrificio?
In realtà faccio tutto da solo: birraio, segretario, promotore e tutto il resto. C’è il supporto morale di altre persone, ma per ora funziona così.

Che tipo d’impianto di produzione viene utilizzato?
Non esiste ancora un impianto purtroppo!

In che modo vengono promosse le birre?
La promozione è TOP SECRET. Ho sempre scelto di non puntare su belle bottiglie serigrafate e ben impacchettate, come succede spesso in Italia. Questo lievita il prezzo inutilmente. Fascino semplice esteriore e qualità interiore.
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